"Clean and Care": un aiuto per chi soffre di sindrome d'accumulo
Il progetto Clean and Care permette la sperimentazione di un percorso assistenziale a favore di persone affette dalla "sindrome di accumulo", per prevenire rischi sanitari e problemi di sicurezza che possono coinvolgere i diretti interessati e la collettività.
Negli ultimi anni si è riscontrato l’aumento di persone affette da "disturbo di accumulo" o disposofobia (accumulo patologico), una malattia caratterizzata da un bisogno patologico di accumulare in maniera compulsiva oggetti che non vengono né usati né gettati, fino a rimanerne quasi “sommersi”. Nei casi più gravi, tale patologia è riconosciuta come malattia psichiatrica.
Tali casi risultano sempre alquanto complicati e richiedono interventi articolati che coinvolgono figure di diversi Servizi, come Polizia Locale, Servizi Ambientali, Servizi Sociali, Servizi Sanitari AUSL quali Medici di Base, Sanità Pubblica e Salute Mentale, Dipendenze patologiche.
Per quanto di competenza dei servizi sociali, l’esperienza maturata negli anni ha dimostrato che l’attivazione di interventi standard e di breve durata si rivela sempre più spesso inadeguata o inefficace, soprattutto rispetto al perdurare nel tempo degli effetti in termini di mantenimento della pulizia e/o di prevenzione di nuove situazioni d’accumulo. Si è evidenziata invece la necessità di personalizzare le risposte e le risorse a seconda del tipo di interventi da realizzare, e di prevedere un monitoraggio e un accompagnamento di durata più lunga.
Con questo progetto, dunque, ASC InSieme, con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, ha potuto sperimentare nuove combinazioni di strumenti di intervento di competenza del Servizio sociale.
Il progetto si è svolto durante il 2025 ed ha coinvolto 16 adulti fragili affetti da disturbo di accumulo medio-grave, con necessità di aiuto e supporto nel loro ambiente di vita quotidiano.
Sulla base della valutazione dell’Assistente sociale, sono state attivate progettazioni sui singoli beneficiari, che hanno previsto interventi di sanificazione/igienizzazione straordinaria, assistenza alla persona e affiancamento educativo, combinati tra loro in maniera personalizzata e monitorati dalla figura dell’educatore.
In alcuni casi le progettazioni hanno permesso di migliorare il benessere della persona sia dal punto di vista dell’adeguatezza abitativa, sia dal punto di vista della cura personale e relazionale perché la presenza costante di un operatore a domicilio ha dato modo di costruire dei rapporti di sostegno validi e positivi. In altri casi gli utenti non si sono mostrati particolarmente complianti al progetto o non hanno voluto per niente aderire all’offerta progettuale. Questo conferma che, trattandosi di un’utenza affetta da problematiche composite, è fondamentale la costruzione di una relazione di fiducia positiva che richiede un lungo tempo e interventi garantiti con continuità, riproposti anche a seguito di eventuali rifiuti.

